CURARSI CON IL VINO

Le prime testimonianze sul vino nella cultura medica risalgono al V, IV secolo a.C. ad alcuni scritti di Ippocrate, che lo consigliava assieme ad altre bevande alcoliche per combattere la febbre, come diuretico, come antisettico e aiuto nelle convalescenze. E’ certo, inoltre, che per oltre duemila anni, il vino è stato l’unico antisettico utilizzato sia per disinfettare le ferite, sia per rendere potabile l’acqua.

L’uso del vino a scopo terapeutico, in particolare nella pratica chirurgica, continuò per tutto il Medioevo.
I medici della Scuola di Bologna, che già contestavano l’opinione allora largamente diffusa che per il risanamento delle ferite fosse necessaria la suppurazione, erano convinti che una fasciatura imbevuta di vino portasse alla cicatrizzazione e alla guarigione della ferita.
Guy de Chauliac noto chirurgo del Medioevo, usava pulire le ferite del torace con lavaggi a base di vino fino a che il vino non risultasse pulito e chiaro.
Più tardi il dolore procurato dalla gamba incancrenita di Luigi XIV, il Re Sole, veniva alleviato facendo immergere la gamba in una vasca piena di vino caldo aromatizzato.
Nei secoli successivi, ancora fino alla metà dell’800, famosi clinici tedeschi consigliavano l’uso di piccole quantità di buon vino come stimolante cardiaco.

Al giorno d’oggi è consigliato berne un bicchiere al giorno in quanto ha diversi benefici, primo tra tutti è che diminuisce gli effetti del fumo: il vino serve a regolare i danni provocati dal tabacco ai vasi sanguigni, sia per rilassamento sia per vasodilatazione. Ha soprattutto effetti positivi sull’endotelio, uno strato di cellule che riduce l’attrito tra i vasi linfatici e i vasi sanguigni, ma che soprattutto riveste la superficie interna del cuore.

Regola la pressione arteriosa: anche se tutti sanno che il consumo eccessivo di alcol provoca ipertensione, bere un bicchiere di vino (250 ml) ha l’effetto contrario per le persone che ne soffrono perché riduce la pressione dopo aver mangiato.

Riduce la formazione di calcoli renali: il consumo quotidiano di vino rosso riduce il rischio di sviluppare i calcoli ai reni.

Evita, inoltre, la comparsa della malattia di Alzheimer: le ricerche dimostrano che il resveratrolo (un componente del vino rosso) ha degli effetti neuroprotettori, impedendo lo sviluppo di questa malattia.

Previene la comparsa di arteriosclerosi: si tratta di una delle malattie causate dalla degenerazione delle arterie. Il vino permette di combatterne i sintomi fino ad impedirne la comparsa. L’arteriosclerosi si verifica quando i vasi sanguigni perdono la capacità di rilassarsi. L’alcol contenuto nel vino aiuta i vasi a mantenersi sani  grazie alla formazione di ossido nitrico, sostanza fondamentale per il rilassamento vascolare.

Riduce il rischio di morte per diverse cause: in Europa, i ricercatori affermano che il consumo di 22-32 grammi di alcol al giorno ha un effetto “protettore” della salute ed evita, quindi, la mortalità per molte cause. In Danimarca, Francia ed Inghilterra è risaputo che bere vino moderatamente è preferibile al consumo di birra o ad altre bevande alcoliche.

Previene le malattie cardiovascolari: è uno degli effetti più conosciuti del vino rosso, sempre che venga consumato regolarmente e in quantità moderata. Gli scienziati affermano che il vino rosso riduce la possibilità di soffrire di una malattia coronarica, diminuisce la produzione del colesterolo “cattivo”, aumentando quello “buono”.

Ha un effetto anticoagulante e antitrombotico: non solo si raggiunge questo effetto bevendo vino ogni giorno, ma è stato anche dimostrato che i consumatori sporadici hanno una minore quantità di fibrinogeno,  glicoproteina del sangue che ne regola la coagulazione.

Il vino è sempre una buona idea; berlo in compagnia poi ancor di più! Perché non invitare gli amici per una degustazione della propria cantina autoprodotta?
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